Ogni lasciata è persa, ormai il mantra è ricorrente e lo tengo sempre più presente.
Il 2 aprile ci troviamo liberi da impegni "sanitari" e si fa presto a decidere di inforcare la moto e andare. La meta sarà Marina di Castagneto Carducci che raggiungiamo tramite strade interne evitando la più affollata Fi-Pi-Li. A ridosso del mare capiamo di non essere stati i soli a pensare di fare un salto in spiaggia e benediciamo la moto e la possibilità di svicolare. Se eravamo in auto mi sarei scavato la fossa....
Pranzetto frugale con l'aggiunta di un trancio di cecina aquistata in loco (buonissimaaaa), caffettino e via sulla strada di rientro, che poi è stata un vera goduria, dondolandosi sulle Colline Metallifere, su strade e paesaggi godibilissimi con il traffico tendente al più "unico che raro"....
Bordellone a parte dalle parti di Firenze, è stata una gran bella giornata, morbida e pacifica come piace a noi.
Per chi ha voglia di fare qualche curva con noi tra il verde delle colline toscane...
Si parte sempre dal Mugello, più precisamente da Scarperia (Fi), in cerca di qualcosa. Cosa c'è di meglio di randagiare vicino o lontano da casa, per vedere posti, incrociare odori, sapori, umori, per sentire quella sensazione di scoperta ad ogni passo che fai? Per me nient'altro!
La curiosità è la miglior benzina al mondo, per cui....ecco il perchè di questo blog, un posto dove racchiudere tutti i miei passi, in moto ma non solo. Se vi va di dare una sbirciata siete i benvenuti, altrimenti....ci vediamo a zonzo da qualche parte ;-)
La curiosità è la miglior benzina al mondo, per cui....ecco il perchè di questo blog, un posto dove racchiudere tutti i miei passi, in moto ma non solo. Se vi va di dare una sbirciata siete i benvenuti, altrimenti....ci vediamo a zonzo da qualche parte ;-)
Dove andare a curiosare
lunedì 2 aprile 2018
sabato 24 marzo 2018
Grazie a Scintillone e Paolo, due bravi ragazzacci!
Oggi giornatona, almeno per il sottoscritto, che agognava da un bel po' un giretto in totale relax. Così è stato, in buona compagnia dei due discolacci.
Bella giornata, un bel freschetto in certi tratti, strade spesso sporche di brecciolino, un bel calore dato dal sole e dalla loro presenza.
Aaaaaaaaaahhhhhh.....ora sto davvero meglio!!!
Che dire? Grazie ancora. Mi ci voleva proprio!!!!
Bella giornata, un bel freschetto in certi tratti, strade spesso sporche di brecciolino, un bel calore dato dal sole e dalla loro presenza.
Ritrovo in Raticosa
Il panoramicissimo tratto sopra Monterenzio
Microbolidi in azione al Miniautodromo Ca' de Mandorli
Io e Scintillone sul Monte delle Formiche
Cascata nei pressi di Loiano
Aaaaaaaaaahhhhhh.....ora sto davvero meglio!!!
Che dire? Grazie ancora. Mi ci voleva proprio!!!!
sabato 13 gennaio 2018
Non si vive di soli spunti e belle curve!
Venerdì mattina, sono al lavoro, mandando avanti stancamente le mille noiose scartoffie. Di lì a poco c’è il we, che si prospetta incerto sotto l'aspetto motociclistico non avendo pensato a niente, se non a buttare uno sguardo al meteo. Un impegno preso per l’indomani mattina rimanda al pomeriggio successivo l'eventuale ricerca di nuovi stimoli, impegno che però salta all’improvviso al contrario della voglia mista a curiosità che ritrova la giusta linfa. Il meteo mi convince che per abbandonare il grigio inverno appenninico sarà meglio spostarsi verso il litorale tirrenico e così faremo io e Veronica, entusiasta del messaggino inatteso “domani giretto in moto?” Per dar retta alle previsioni e frugando rapidamente tra gli spunti messi in sospeso opto per raggiungere il lago di Massaciuccoli, dove visitare Villa La Brilla, un antico opificio il cui nome deriva dalla brillatura del riso, operazione di raffinazione del cereale che, oltre a rendere più lucente il riso, ne consentiva una migliore conservazione. Gli ambienti, oggi ristrutturati, offrono spazio ad un centro culturale polivalente ma più che altro consentono di vedere i congegni utilizzati per lavorare il riso e per apprendere un po’ della storia della coltivazione del riso rosso di Massarosa, una storia vecchia di secoli e piena di tensioni, alimentate dalla malaria e dalle decisioni di cessare questa importante coltivazione, proprio per la errata convinzione che la lavorazione dei campi allagati diffondesse i mortali parassiti. Mentre son lì che indago riguardo alla strada da fare, mi imbatto nella Certosa di Farneta, presente nella zona lucchese da sette secoli, e probabilmente più antica del riso rosso di Massarosa. Con due spunti così siamo a cavallo, un puledro di 650 cc, con faretti di profondità very touring, libero come i cavalli liberi, cioè zozzo.
Abbandoniamo l'autostrada a Pistoia e risaliamo le montagne, cambiando spesso traiettoria per via delle tante curve e per le tante strisciate di gasolio presenti sull'asfalto. Via via che si sale la temperatura scende, e non tardiamo a trovare i primi campi ghiacciati a bordo strada.
Primo bisogno della giornata? Il pane, che ci fermiamo a comprare a Pontepetri, in un forno che ci vede spesso al bancone. Il bottino sarà pane fatto con farina macinata a pietra e biscotti con marmellata di more e arance. Oltre a questo però mettiamo da parte anche una chiaccherata fatta con la fornaia, riguardo alle piccole cose quotidiane e alla passione per la moto che condivide con il compagno. Ci salutiamo per dare spazio ad un altro cliente, altrimenti è probabile che si fosse ancora lì…
La giornata proseguirà così, e più che gli spunti, ci resteranno impressi gli scambi avuti con persone che resteranno senza un nome. Come ad esempio il barista di San Marcello P.se dove ad unire, oltre alla moto, c’è la musica e la chitarra in particolare. E allora vai di mix tra una Yamaha XT 550 e un pezzo dei Pink Floyd messo sulla smart tv del locale, con i clienti che entrando chiedono infastiditi “ma che roba è questa?” e il barista che li manda letteralmente a spigolare accusandoli di non capirci un c… alimentato dalla nostra complicità. Si insomma, una sana bolgia di paese e un altro momento da segnare tra i bei ricordi.
Oppure come un tizio trovato a ridosso di una frana che blocca il tratto stradale tra Bagni di Lucca e La Lima, dove un paio di giorni prima un enorme masso si è staccato dal costone piombando prima sulla strada creando un cratere per poi finire la sua corsa nel fiume sottostante. “Mi tocca pigliare la carriola, sennò stasera son sempre qui” ci dice scherzando mentre fa la spola tra una sponda e l'altra del tratto chiuso con barriere new jersey. La macchina piena di spesa da una parte, casa sua ovviamente dall'altra. Fortunatamente riesco a passare con la moto, sotto il controllo vigile del tizio che mi invita a fare attenzione e a sbrigarmi mentre percorro il tratto pericoloso, quasi ci fossimo conosciuti da tempo. Forse una magia che si crea quando si è in sella ad una moto. Boh…
Il contrattempo della frana non ci distoglie dalla bellezza di quel tratto di strada, che si snocciola a braccetto del fiume nel suo pezzo più angusto, in perfetto stile gorges francesi.
Ci stiamo avvicinando a Lucca e una fermata se la merita il Ponte del Diavolo
Nei pressi di Borgo a Mozzano lasciamo la retta via e ci buttiamo in strade minori, molto minori giudicando la larghezza della carreggiata. I saliscendi che faremo ci porteranno in remoti paesini e ci faranno godere di scorci e panorami niente male. Arriviamo alla Certosa giusti giusti per l'ora di pranzo e lì cominciamo a capire che il bello della giornata saranno gli scambi umani più che l'arte e la storia. La Certosa non è visitabile, ne’ ora ne’ mai, per cui messo il cuore in pace ci consoliamo con il meraviglioso tepore del sole addentando in contemporanea un panino. Un momento zen anche se non pensiamo, riflettiamo o meditiamo. Godiamo, e questo basta.
L'entrata della Certosa
L’emanazione evidente di un così profetico benessere deve essere alla base del nuovo contatto umano che avremo. A una donna, che passa di lì intenta a fare due passi per tenersi in forma, domando se esiste un punto da dove vedere la Certosa dall'alto, così da avere uno sguardo privilegiato su tutta l'enorme costruzione. E lei semplicemente ci dice “casa mia!” dandoci dettagliate indicazioni su come arrivarci, sul fare attenzione alla strada molto stretta, sul fare attenzione a non schiacciargli i gattini. Ci saluta con simpatia. Quando arriviamo ad addentare i primi biscotti rieccola, di rientro verso la macchina. A quel punto gli offriamo un biscotto e lei di rimbalzo ci offre un caffè a casa sua. Ci sentiamo in perfetta sintonia e non sfruttiamo la sua ospitalità solo per motivi di tempo. Altro bel momento da archiviare.

La Certosa vista da Formentale
S.Bartolomeo apostolo, chiesa di Formentale
Viene la volta di Massaciuccoli, dove l'impressione avuta in arrivo alla Certosa si ripete e si consolida. Villa La Brilla è chiusa, e ti pareva. Non ci sconfortiamo, anzi, e puntiamo il muso della strommina verso Torre del Lago Puccini, dove ci godiamo la vista sul lago e la dolce temperatura. D'estate ci deve essere la vera bolgia, ma oggi no, poche persone e un rilassante silenzio.
E siamo all'ultimo contatto umano di giornata. Due bambine sono impegnate a dar da mangiare ai pesci e alle papere, quando ad una di queste cade una busta di plastica nel lago. Dopo un po’ di battibecchi con la nonna ecco che il nonno interviene per recuperare l'oggetto inquinante. Si piega verso l'acqua con fare accorto, “per non rovinare ancor più le protesi, messe anche per via dei tanti schianti avuti in moto” ci dice invitando la moglie a confermare. Ed eccoci lì, con lui che ci parla delle sue avventure vissute specialmente in inverno, con le tante boccate patite ai vari Elefanti. Un misto di felicità e nostalgia, felice però di vederci in moto, in un’eterna fratellanza. Ciao, chiunque tu fossi, biker per sempre!
Ripartiamo verso casa, rientrando in autostrada a Lucca, arrivando in garage sfruttando l'ultima stilla di luce naturale.
È bello uscire per vedere posti e tornare a casa ricordandosi i volti, la semplicità, il contatto. Bello davvero, com'è bello sentire la vicinanza delle persone per il solo fatto di viaggiare in moto e per la sensazione di libertà che, forse, riusciamo a regalare!
martedì 2 gennaio 2018
Primo giro 2018: Rocca di Staggia Senese
Il 2 gennaio era troppo bello per lasciare il tempo ad altro destino. Rapida ricerca dell'ortaggio, cogliamo l'attimo e accendiamo la strommina, iniziando le operazioni di randagismo del nuovo anno andando verso il senese, e più precisamente alla Rocca di Staggia.
Per partire ce la prendiamo comoda, forse sperando che così facendo il 2018 sia più clemente rispetto all'anno appena ito.
Poco meno di 200 km., molti dei quali con gomma dritta. Mai avremmo pensato che le orecchie ci avrebbero fischiato più per le parole che per il vento.
Siamo arrivati a destinazione a mezzogiorno, con la guida che, sentita per cellulare, assicurava un visita di circa un'ora. Apposta per questo ce la prendiamo comoda on the road per assicurarci un po' di schiacciata, da imbottire con il companatico portato da casa insieme a mandarini e boccia d'h2o.
Invece sarà digiuno. Usciremo dalla visita no stop solo alle 16, e con grande furia facciamo rientro verso casa per un impegno preso in scioltezza, tanto "per arrivare a Staggia e tornare facciamo presto"...
Beh che dire? E' stato molto bello, grazie alla Rocca certo, ma più che altro a Donatella, che ci ha letteralmente rapito con le sue scorrevoli e mai noiose narrazioni, un misto tra storia, filosofia, arte, architettura, insomma...un mare calmo di informazioni.
Alla fine gli ho chiesto se per caso facesse la guida anche in altri siti, tanto è stato il piacere di trascorrere del tempo con lei.
Non mi resta che allegare il piccolo video fatto alla prima carota dell'anno. Un'uscita strana niente niente male!!
P.s. Un digiuno per scontare i nostri peccati l'abbiamo già fatto. Che non diventi la regola però....eh!
Per partire ce la prendiamo comoda, forse sperando che così facendo il 2018 sia più clemente rispetto all'anno appena ito.
Poco meno di 200 km., molti dei quali con gomma dritta. Mai avremmo pensato che le orecchie ci avrebbero fischiato più per le parole che per il vento.
Siamo arrivati a destinazione a mezzogiorno, con la guida che, sentita per cellulare, assicurava un visita di circa un'ora. Apposta per questo ce la prendiamo comoda on the road per assicurarci un po' di schiacciata, da imbottire con il companatico portato da casa insieme a mandarini e boccia d'h2o.
Invece sarà digiuno. Usciremo dalla visita no stop solo alle 16, e con grande furia facciamo rientro verso casa per un impegno preso in scioltezza, tanto "per arrivare a Staggia e tornare facciamo presto"...
Beh che dire? E' stato molto bello, grazie alla Rocca certo, ma più che altro a Donatella, che ci ha letteralmente rapito con le sue scorrevoli e mai noiose narrazioni, un misto tra storia, filosofia, arte, architettura, insomma...un mare calmo di informazioni.
Alla fine gli ho chiesto se per caso facesse la guida anche in altri siti, tanto è stato il piacere di trascorrere del tempo con lei.
Non mi resta che allegare il piccolo video fatto alla prima carota dell'anno. Un'uscita strana niente niente male!!
P.s. Un digiuno per scontare i nostri peccati l'abbiamo già fatto. Che non diventi la regola però....eh!
sabato 23 dicembre 2017
Ultimo giretto del 2017 e piccolo tour in appennino
Oggi sono uscito per un giretto, maledettamente invogliato dal tempo.
Niente telecamerina, niente macchina fotografica. Solo il cellulare, che fa foto bruttarelle. Ma poco importa...
Un giro in appennino, invitando qualche amico, anche uno che fino al 3 gennaio tiene le due ruote a stagionare per giusta causa.
Tocco la Raticosa. Mentre mi sollazzo, tra un bitter e un po' di noccioline, mando una foto di augurio a qualche contatto di whatsapp.
Fa molto meno freddo che nei fondovalle e l'unica uggia è il fondo stradale che ogni tanto è insidioso. Ma poco importa...
Riparto, scendendo verso il bolognese. Sfioro il già "Scarica l'Asino" e curva dopo curva arrivo a Livergnano dove mi accaparro un panino.
Nel piccolo paesino, parte del quale è adagiata a spettacolari blocchi di arenaria, ci sarebbe anche un interessante museo sulla bellica "Winter Line" ma ovviamente trovo chiuso. Addento il panozzo facendo due passi e anche questo non è gran che. Ma poco importa...
Ancora curve, godendomi la giornata perfetta e la ottima visibilità. A Pianoro Nuovo prendo a dx per Botteghino di Zocca. La strada torna ad impennarsi diventando gradevolissima e molto panoramica. A Botteghino sosta caffè, una sbirciata ad un pannello che riporta ai fasti del Bologna Calcio, qualche minuto per godermi la parlata (ogni sconfinamento emiliano/romagnolo per me equivale ad un viaggio goduriosissimo), il trovarmi contento che il caffè è anche sede di un club di fumatori di sigaro, l'emblema della lentezza, caratteristica che manca ai più in questo mondo frenetico. Ma poco importa...
Ancora on the road, direzione Zena e poi su su per il colle delle Formiche, zona tanto amata dallo stagionatore di gomme. Non mi fermo al santuario, ma ricalo veloce a valle per toccare Monterenzio per poi risalire con veemenza verso lo spartiacque. Quando arrivo su questo crinale godo sempre come un riccio. La vista si può distendere moltissimo e starei lassù per ore, magari con un sigaro in bocca, per calarmi piano piano nella bellezza e in un rinvigorente silenzio. Oggi però devo spicciarmi per non rientrare con buio e gelo. Ma poco importa...
Arrivo nel fondovalle del Sillaro. Il sole inizia a salutarmi dietro le montagne. Mi devo spicciare, stando attento a dove metto le ruote. Da Sassoleone risalgo verso la Raticosa, ma poco prima del Sasso di S.Zanobi prendo a sx per un saliscendi scassatissimo per arrivare a Firenzuola, dove saluto la mia compagna e altri membri di un coro che di lì a breve canterà le classiche canzoni natalizie in piazza.
Riparto che è praticamente buio, prendendomi qualche razione di strizzamento di chiappe risalendo verso il valico del Giogo. Ma poco importa...
Arrivo a casa, dando 50 centesimi di sciacquata alla strommina, che anche oggi ha accontentato i miei piccoli desideri.
Che dire? Che sono stato benone, che ho giringirato in un relax zen, pensando spesso che tutto il benessere goduto diventi un augurio, per noi tutti, motociclisti e non.
Che giornate come oggi siano la normalità, e anche se so che sarebbe più facile vincere al superenalotto, beh....l'augurio è che almeno i casini siano ridotti ai minimi storici.
L'importante, questo si, è che si resti in contatto, con il bello, con quel che ci fa stare meglio, con l'armonia di vivere, in serenità!
Niente telecamerina, niente macchina fotografica. Solo il cellulare, che fa foto bruttarelle. Ma poco importa...
Un giro in appennino, invitando qualche amico, anche uno che fino al 3 gennaio tiene le due ruote a stagionare per giusta causa.
Tocco la Raticosa. Mentre mi sollazzo, tra un bitter e un po' di noccioline, mando una foto di augurio a qualche contatto di whatsapp.
Fa molto meno freddo che nei fondovalle e l'unica uggia è il fondo stradale che ogni tanto è insidioso. Ma poco importa...
Riparto, scendendo verso il bolognese. Sfioro il già "Scarica l'Asino" e curva dopo curva arrivo a Livergnano dove mi accaparro un panino.
Nel piccolo paesino, parte del quale è adagiata a spettacolari blocchi di arenaria, ci sarebbe anche un interessante museo sulla bellica "Winter Line" ma ovviamente trovo chiuso. Addento il panozzo facendo due passi e anche questo non è gran che. Ma poco importa...
Ancora curve, godendomi la giornata perfetta e la ottima visibilità. A Pianoro Nuovo prendo a dx per Botteghino di Zocca. La strada torna ad impennarsi diventando gradevolissima e molto panoramica. A Botteghino sosta caffè, una sbirciata ad un pannello che riporta ai fasti del Bologna Calcio, qualche minuto per godermi la parlata (ogni sconfinamento emiliano/romagnolo per me equivale ad un viaggio goduriosissimo), il trovarmi contento che il caffè è anche sede di un club di fumatori di sigaro, l'emblema della lentezza, caratteristica che manca ai più in questo mondo frenetico. Ma poco importa...
Ancora on the road, direzione Zena e poi su su per il colle delle Formiche, zona tanto amata dallo stagionatore di gomme. Non mi fermo al santuario, ma ricalo veloce a valle per toccare Monterenzio per poi risalire con veemenza verso lo spartiacque. Quando arrivo su questo crinale godo sempre come un riccio. La vista si può distendere moltissimo e starei lassù per ore, magari con un sigaro in bocca, per calarmi piano piano nella bellezza e in un rinvigorente silenzio. Oggi però devo spicciarmi per non rientrare con buio e gelo. Ma poco importa...
Laghetto di altura ghiacciato
Arrivo nel fondovalle del Sillaro. Il sole inizia a salutarmi dietro le montagne. Mi devo spicciare, stando attento a dove metto le ruote. Da Sassoleone risalgo verso la Raticosa, ma poco prima del Sasso di S.Zanobi prendo a sx per un saliscendi scassatissimo per arrivare a Firenzuola, dove saluto la mia compagna e altri membri di un coro che di lì a breve canterà le classiche canzoni natalizie in piazza.
Riparto che è praticamente buio, prendendomi qualche razione di strizzamento di chiappe risalendo verso il valico del Giogo. Ma poco importa...
Tramonto sul Mugello
Arrivo a casa, dando 50 centesimi di sciacquata alla strommina, che anche oggi ha accontentato i miei piccoli desideri.
Che dire? Che sono stato benone, che ho giringirato in un relax zen, pensando spesso che tutto il benessere goduto diventi un augurio, per noi tutti, motociclisti e non.
Che giornate come oggi siano la normalità, e anche se so che sarebbe più facile vincere al superenalotto, beh....l'augurio è che almeno i casini siano ridotti ai minimi storici.
L'importante, questo si, è che si resti in contatto, con il bello, con quel che ci fa stare meglio, con l'armonia di vivere, in serenità!
mercoledì 18 ottobre 2017
Due ore di permesso spese bene!
Oggi proprio non potevo fare diversamente e mi son preso un paio d'ore di per-me-sso. Ho diviso la parola perchè è importante. Due ore proprio per me e per riassaporare il giringirare sulla strommina immerso in una luce splendida.
Era un pezzetto che, "grazie" ad un problema alla schiena, non riuscivo a farlo e non farlo con un ottobre così...
Stando un po' meglio ho giocato un jollyno yno yno.
P.s.poco importa se la schiena non ha gradito in pieno...
Era un pezzetto che, "grazie" ad un problema alla schiena, non riuscivo a farlo e non farlo con un ottobre così...
Stando un po' meglio ho giocato un jollyno yno yno.
P.s.poco importa se la schiena non ha gradito in pieno...
sabato 30 settembre 2017
Santuario Bocca di Rio e un po' di pieghe
Un giretto piccolo piccolo per testare la mia nuova (e prima) telecamerina. Un giro tra il sacro e il profano, in un clima perfetto, strade perfette, curve perfette. Alè!
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