Si parte sempre dal Mugello, più precisamente da Scarperia (Fi), in cerca di qualcosa. Cosa c'è di meglio di randagiare vicino o lontano da casa, per vedere posti, incrociare odori, sapori, umori, per sentire quella sensazione di scoperta ad ogni passo che fai? Per me nient'altro!
La curiosità è la miglior benzina al mondo, per cui....ecco il perchè di questo blog, un posto dove racchiudere tutti i miei passi, in moto ma non solo. Se vi va di dare una sbirciata siete i benvenuti, altrimenti....ci vediamo a zonzo da qualche parte ;-)

Dove andare a curiosare

venerdì 1 giugno 2018

Un paio di giorni all'Isola d'Elba

Era veramente tanto che volevamo fare un salto sull'isola motodotati, entrambi accompagnati da ricordi mezzi sbiaditi di estati passate su quel lembo di terra quando eravamo giovincelli. E come spesso succede la quadra diventa diversamente tonda nel giro di poco, complice il bisogno fisiologico di staccare la spina con un we passato fuori dalle solite cose.
Com'è strano il cervello? Basta vedere qualcosa di diverso e almeno una notte fuori che ci si sente subito meglio. E se il tutto è fatto su due ruote meglio. Mica è bischero il cervello e a queste cose ci sta attento!
Come al solito ce la vogliamo prendere calma, moooooolto calma. Sull'isola ci sarebbero anche cose da visitare di varia natura, in parte visitate in gioventù. Stavolta ci accontenteremo (hai detto poco...) di giringirare sornioni a destra e a manca senza obbiettivi particolari, l'importante è che la bellezza dell'isola ci prenda a schiaffi senza ritegno.
Venerdì 1 giugno, passo a prendere Veronica a Empoli, dove sta facendo uno dei suoi mille lavori. Ore 18:30 si parte, direzione Piombino, dove pernotteremo per ripartire freschi freschi il mattino successivo.
Ceniamo sulla via principale del borgo vecchio, all'Osteria Mamma Carla, un posticino che ci sentiamo di consigliare, dopo esserci già stati un po' di tempo addietro.
Per digestivo due passi nel suggestivo...

Piombino by night


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Sabato 2 giugno.

Ore 8:40 si salpa, dopo aver fatto le operazioni di imbarco sotto l'occhio vigile e prossimo allo sclero di uno dei marinai. Non voglio immaginare cosa ne sarà di lui ad agosto...
Ci mettiamo al parapetto baciati dal sole, dalla brezza, dal blù del mare, dal maremmabestiasigodecomericciiiiii!


La microscopica isola Palmaiola

Cavo...e isola fu!

Iniziamo subito le operazioni di studio geocurvopanoramico prendendo la SP33, direzione Rio nell'Elba che sfioriamo appena per calare verso una delle tante insenature.

La curvosa SP33

Spiaggia di Nisporto

Continuiamo lungo la panoramica SP28 direzione Bagnaia, con continui e goduriosi scorci sul mare, fino ad arrivare al golfo di Portoferraio.

Portoferraio

Anche Portoferraio avrebbe qualcosa che varrebbe la pena visitare, ma pur non essendoci la bolgia tipica dei mesi più caldi, preferiamo puntare il cupolino verso lidi più esotici e meno urbani e curva dopo curva ci fermiamo alla fine della strada a Capo d'Enfola.



Il luogo è davvero incantevole, come del resto il clima. C'è gente, ma non certo il caos di luglio e, peggio, agosto. In mezzo a tutto quel relax fa effetto vedere alcuni cartelloni che spiegano velocemente la vita di una delle tonnare dell'isola che proprio lì ha svolto quel compito ingrato fin dal 1800. Dalla foto si possono vedere gli edifici restaurati, adesso sede del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Continuiamo imperterritamente a passo lento, risalendo in quota e ricalando a mare, in un continuo moto ondoso.

Sopra la spiaggia della Biodola


Siamo prossimi a Procchio, dove abbiamo prenotato una mezza pensione. L'idea è quella di scaricare i bagagli e ripartire più leggeri, ma la sosta pranzo scombina tutti i piani mentali.
Vogliamo cercare a tutti i costi un posticino all'ombra con vista mare dove addentare schiacciata e companatico presi nei dintorni di Portoferraio, ma la ricerca ci porta a ridosso di Marciana M.na.
Intanto mangiamo, poi si vedrà!

Sosta pranzo con affacci


Curvando sul blù!

Dopo pranzo, e dopo quattro curve al massimo, siamo a Marciana M.na, per un caffè e del sano vagabondaggio. Poche persone, tanto relax, ce la godiamo assai!


Facciamo due passi nel borgo vecchio, e più precisamente Borgo al Cotone, un dedalo di vicoletti e scorci caratteristici, dove i colori la fanno da padrone, grazie ai tanti fiori che adornano molti passaggi.



I guzzi in secca


Il paese ci regala anche un'altra bella sorpresa...


E ora? Che facciamo? Torniamo all'albergo? Manco per idea. Ormai viaggiamo pieni, e anche se fa un po' caldo non è poi così devastante andare in giro con la montatura da biker, e il lento incedere aiuta!
Risaliamo verso Poggio che, come dice il nome, ci fa sentire in montagna. Lassù cambia tutto, a partire dalla vegetazione che inganna e non poco, mascherando bene i 330 mslm, che sembrano molti di più mentre pieghiamo tra i castagni.
Prendiamo a sinistra verso Monte Perone. La salita continua lungo una strada più stretta. Anche qui traffico assente e goduria presente. E' freschetto, e si viaggia immersi in odori mediterranei. Che bellezza. Scendendo verso Marina di Campo facciamo una sosta all'antichissima Pieve di San Giovanni, scoperchiata come la più celebre San Galgano.


Di lì a breve nuova sosta, a Sant'Ilario, dove facciamo due passi per il paese, che specialmente nella piazzetta della chiesa ha un sapore spiccatamente mediterraneo.







Per refrigerarsi e prepararsi alla cena, ci prendiamo un aperitivo ad un chiosco, il classico barretto immerso nei giardini del paese dove il tempo pare rallentare. Meraviglia!
Ricaliamo a valle e conquistiamo l'hotel Monna Lisa a Procchio, dove ci godiamo anche una buona cena. Come digestivo due passi nel paesino, qualche acquisto, un sigaro e un po' di musica dal vivo bagnata da una birretta. Quest'Elba è proprio una gran goduria!

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Domenica 3 giugno.

Ci svegliamo con l'idea di salire in montagna e raggiungere il Monte Capanne dalla cui vetta godere di un favoloso panorama e abbracciare, almeno con la vista tutta l'isola.
Anche oggi si prospetta una bella giornata, baciata però da un'umidiccia foschia, che specialmente verso est tarperebbe un bel po' le ali al volo mentale che faremmo dalla vetta.
Decidiamo, dopo una colazione per quattro, di saltare il Capanne ed evitare così l'esborso un po' esoso di 36 euro per l'utilizzo dell'impianto di risalita, euro che preferiamo spendere in altro modo.
Iniziamo così il tratto forse più bello dell'isola, abbandonandoci a salire e scendere dalle varie insenature e godendoci gli scorci lungo la strada litoranea, che in alcuni punti è veramente spettacolare!
Non c'è molto da aggiungere alle foto, che spesso...parlano da sole!

Spiaggia di Patresi, a Punta Polveraria


Scorcio nei pressi di Colle d'Orano

Panorama dalle Pietre Albe, lungo la SP25


Chiessi


La litoranea SP25 nei pressi di Chiessi

Spiaggia di Fetovaia

Cavoli

Impieghiamo tutta la mattina per coprire poco più di quaranta km. Forse la Strommina non vede l'ora di entrare in autostrada al rientro, in modo da sgranchirsi un po'. Spero solo che abbia goduto come noi nello sbirciare tutta quella bellezza.
A Marina di Campo ci prendiamo la cena ad un supermercato, da consumare durante la traghettata in partenza alle 19. Per pranzo ci faremo un gelato a Capoliveri, prossima nostra tappa in questo tour forsennato!
Nel piccolo borgo appollaiato a 167 mslm, ci infiliamo nelle stradine in ombra, cercando di assimilare la frescura data dal gratificante venticello. Anche qua non c'è quasi nessuno, e per essere domenica è tanta roba.


Ad animare le poche anime in giro ci pensano i vespisti, presenti in massa grazie ad un raduno nazionale, organizzato proprio dal Vespa Club Capoliveri, al quale hanno partecipato anche due ragazzi di San Miniato a cavallo di una stupenda Vespa degli anni '60, con i quali abbiamo fatto il viaggio di andata e ritorno sul traghetto.




Nel lento incedere tra i vicoli deserti, Veronica si intrattiene con una signora che sulla sua grande terrazza possiede un bel numero di piante grasse che più grasse non si può. Lei quasi si scusa di tanta abbondanza (e bellezza) spergiurandoci che di piante grasse non ci capisce niente, e che si è limitata solo a cambiargli vaso via via. Tra un po' gli toccherà traslocare...
Ripartiamo, ma su strada ci stiamo pochissimo. Porto Azzurro è la nostra prossima meta, dove consumare un po' di suola bighellonando tra vicoli e piazzette.
Anche qui ci fa strano che sia domenica, viste le poche anime in giro. Che goduria!




Chissà cosa starà sognando...



Ormai ci siamo, e ci possiamo ritenere soddisfatti della due giorni isolani.
Torniamo a Cavo, dove ci imbarchiamo sulla stessa nave presa il giorno prima, costruita nel 1974, e che quindi ha gli stessi anni di Veronica.
E visto che è la stessa, ritroviamo lo stesso marinaio nevrotico dell'andata...


Ci rendiamo conto di aver avuto una gran fortuna con il meteo una volta salpati. Dall'indomani promette acqua e il cielo pare prepararsi...


Il rientro sarà un po' rallentato. Su Fi-Pi-Li prima e sull'autostrada poi fiumi di macchine tornano verso casa, ma con il senno di poi avrebbe potuto essere ben peggio.
Bel we, anzi...bellissimo! Ci voleva eccome. Non è male ricominciare il solito tran tran con gli occhi pieni di azzurro e con il naso colmo di profumi mediterranei.
Quando è così è proprio bella la vita!
  

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